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La politica verde sul rapporto economia ambiente: un fallimento annunciato Settore inquinamento fisico, chimico, biologico
Aspetti istituzionali e legislativi per un governo federalista dell’ambiente Federalismo fiscale e riforma fiscale ecologica La compatibilità tra mercato e ambiente La riforma fiscale ecologica Gestione dei servizi ambientali Competizione privato-pubblico Aree protette e difesa del suolo Salvaguardia delle acque Tutela della qualità dell’aria Prevenzione e limitazione dell’inquinamento acustico Smaltimento rifiuti Attività estrattiva in materia di miniere, cave e torbiere Valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ed industrie ad alto rischi Protezione ambientale nel settore energetico Radioprotezione Informazione, partecipazione ed educazione ambientale Organizzazione amministrativa
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Visti i danni causati al territorio da una prolungata mancanza di pianificazione delle attività estrattive, l’obiettivo principale degli Ambientalisti e Federalisti consiste nel portare a compimento l’iter d’approvazione della legge quadro in materia di cave e torbiere, presentando una proposta di legge basata sui seguenti principi:
– ripristino dopo l’uso: l’estrattore di materiali e inerti deve essere poi tenuto al recupero dell’area (può essere utilizzato il compostaggio fertile per il rinverdimento), con le opportune garanzie. Al momento del rilascio della concessione gli deve essere riconosciuta un’idonea garanzia economica come onere connesso all’esercizio dell’attività (costo economico d’impresa);
– procedure semplificate, pur nella salvaguardia della professionalità (Albo regionale degli escavatori);
– pianificazione regionale e disciplina amministrativa da parte dei Comuni tramite concessione.
La legge quadro dovrebbe servire a determinare, in una materia che il D.P.R. 616 del 1977 ha demandato alle Regioni, pari condizioni sulle modalità di coltivazione e recupero dei giacimenti, nonché uniformità per quanto concerne la concessione di tali attività e la commercializzazione dei materiali estratti.
Dovranno, inoltre, convenientemente trasferirsi ai livelli regionali e comunali i poteri ancora oggi di pertinenza dello Stato centrale, relativi alla politica mineraria (tuttora definita dalla legge n. 752 del 6 ottobre 1982) ed alla escavazione negli alvei dei corpi idrici.
In tal modo queste competenze si rapporteranno ad una più globale programmazione e gestione da parte dei livelli istituzionali direttamente interessati, sia ai fini di una razionale visione complessiva delle correlazioni commerciali che nell’ottica di una più attenta valutazione ambientale di ciò che comportano tali attività produttive.
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